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Associazione per la Ricerca e l’Analisi degli Incidenti Stradali

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ASAIS 2013 – Il moto dei pedoni

Prof. Per. Ind. Mirco Cardinali

Abstract

Il moto del pedone e cioè la velocità con cui affrontano un determinato spostamento, è uno dei parametri fondamentali per poter ricostruire i sinistri stradali che coinvolgono questa tipologia di “utenza debole”

Nella complessa disciplina della ricostruzione dei sinistri stradali, l’investimento del pedone rappresenta una delle sfide più ardue per il tecnico ricostruttore. A differenza dei veicoli, il pedone è un “utente debole” che raramente lascia tracce cinematiche significative (come segni di frenata o scarrocciamento) prima dell’impatto. Per colmare questa lacuna documentale, lo studio presentato da Mirco Cardinali propone un approccio scientifico basato sull’analisi sperimentale del moto di avanzamento e delle caratteristiche morfo-somatiche del soggetto.

ASAIS 2013 - moto del pedone

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1. Metodologia della Ricerca: Laboratorio e Osservatorio

La ricerca si è articolata su due fronti complementari:

  1. Regime di “Laboratorio”: Prove controllate su una pista graduata per misurare con precisione il passo e la velocità di diverse categorie di pedoni (uomini, donne, bambini) in varie condizioni di marcia (lenta, normale, veloce, corsa).
  2. Regime di “Acquario”: Osservazione sistematica del traffico reale presso un’intersezione urbana a Senigallia. Attraverso registrazioni video di circa 70 casi, sono stati analizzati i comportamenti spontanei dei pedoni in situazioni di traffico intenso.

2. Parametri Cinematici e Morfologici

Un aspetto innovativo dello studio è l’integrazione tra la cinematica (velocità e spazio) e la biotipologia del pedone. Il documento sottolinea come il profilo del soggetto — ricavabile dai dati del medico legale o dai rilievi di polizia — sia determinante per definirne l’andatura. Tra i fattori chiave identificati figurano:

  • L’indice di Massa Corporea (BMI): che influenza la capacità di accelerazione e la resistenza al movimento.
  • Il rapporto bacino/statura: determinante per stabilire la lunghezza della falcata e, di conseguenza, il numero di passi necessari per l’attraversamento.
  • Condizionamenti esterni: la presenza di borse, l’accompagnamento di bambini, l’uso di ausili per la deambulazione o stati di ebbrezza che alterano sensibilmente la velocità di spostamento.

Dalle prove di laboratorio è emersa una griglia di valori estremamente dettagliata. L’osservazione in “Acquario” da un lato ha confermato questi dati e dall’altro ha permesso di evidenziare alcune specifiche condizioni.

Lo studio del Prof. Cardinali unifica i dati sperimentali con quelli della letteratura specialistica, fornendo una “banca dati del pedone” oggettiva. Disporre di valori sperimentali attendibili permette di superare le stime empiriche.

Il contenuto del documento è riservato ai Soci ASAIS-EVU Italia 

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