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Associazione per la Ricerca e l’Analisi degli Incidenti Stradali

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ASAIS 2012 – Determinazione sperimentale della decelerazione in frenate d’emergenza

ing. Alfonso Micucci, Ing. Mattia Strangi

Abstract

La decelerazione massima nel corso di frenate di emergenza e l’identificazione del tempo tecnico di attivazione del sistema frenante sono due parametri fondamentali della fase di arresto di un veicolo: lo l’obbiettivo di questa indagine sperimentale, condotta dal DICAM dell’Università di Bologna per ASAIS-EVU Italia, è quello di superare le semplificazioni dei modelli teorici tradizionali spesso inadeguati a descrivere la reale dinamica d’arresto e potenzialmente forieri di errori di calcolo in sede peritale.

ASAIS 2012 - Decelerazione massima frenata emergenza

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1. La scomposizione del tempo "psicotecnico"

La ricostruzione cinematica deve distinguere nettamente tra la risposta umana e quella meccanica:

  • Tempo di percezione e reazione (PIEV): Intercorre tra l’avvistamento del pericolo e l’inizio della pressione sul pedale. Durante questa fase l’efficienza frenante è nulla, sebbene agiscano resistenze passive come il freno motore.
  • Tempo tecnico ($t_t$): È l’oggetto specifico dello studio e decorre dalla pressione sul pedale (accensione luci stop) fino al raggiungimento della massima decelerazione. In questo intervallo, l’impianto recupera i giochi meccanici e la forza frenante cresce progressivamente, determinando il cosiddetto “transitorio iniziale”.

2. Variabilità in base a Veicolo e Conducente

I risultati mostrano che non esiste un valore standard universale, poiché le prestazioni cambiano sensibilmente in base alla tipologia di mezzo:

  • Veicoli Sportivi: In autovetture ad alte prestazioni con conducenti giovani, il tempo tecnico è risultato molto contenuto ($0,07-0,10$ s), con decelerazioni massime elevate ($0,79-0,88g$).
  • Veicoli di Vecchia Generazione: In utilitarie meno recenti, condotte da guidatori con tempi di risposta più lenti, il tempo tecnico può dilatarsi notevolmente ($0,14-0,34$ s), con una decelerazione massima inferiore ($0,65-0,85g$).

3. L'impatto critico del Suolo e dell'ABS

La superficie stradale e la tecnologia di bordo influenzano drasticamente la cinematica dell’arresto:

  • Fondi non asfaltati: Su erba o ghiaino, il tempo tecnico si dilata ulteriormente (fino a $0,30$ s), mentre la decelerazione massima si contrae in modo significativo, scendendo nel range $0,51-0,60g$.
  • Comportamento dell’ABS: Nei veicoli dotati di questo sistema, il tratto di decelerazione non è costante ma presenta un andamento oscillante dovuto ai cicli di rilascio e ripristino della pressione nel circuito frenante.

4. Il rischio di sottostima della velocità

L’aspetto di maggior rilievo forense riguarda l’accuratezza del calcolo della velocità iniziale:

  • Errore sistematico: Trattare la frenata come un moto uniformemente decelerato, trascurando il transitorio iniziale, porta a una sottostima della velocità reale.
  • Entità dello scarto: In base alle prove su strada, lo scarto rispetto al reale può oscillare tra il 3% e oltre il 10%. Lo studio dimostra che l’adozione di modelli analitici che computino l’energia dissipata durante il transitorio tecnico (fase di crescita della frenata) permette di ridurre l’errore di calcolo a meno dell’1%.

I risultati della ricerca impongono la massima prudenza nell’utilizzo di valori medi tabellari. Per una ricostruzione scientificamente corretta è necessario integrare nel calcolo cinematico il transitorio iniziale. Ignorare questa fase tecnica non solo inficia la precisione numerica, ma può alterare significativamente le valutazioni sull’evitabilità del sinistro e sul rispetto dei limiti di velocità da parte dei conducenti coinvolti.

Devono essere inoltre  presi in considerazioni gli effettivi valori di decelerazione massima nelle frenate di emergenza che emergono dallo studio proposto e dalla più recente bibliografia scientifica di riferimento. 

Il contenuto del documento è riservato ai Soci ASAIS-EVU Italia 

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