La nuova proposta di riflessione comune, questa volta, affronta una procedura di rilievo che si sta diffondendo velocemente.
Chiediamo ai soci e a tutte le persone che hanno partecipato ai nostri incontri formativi di voler inviare i propri spunti di riflessione o esperienza sul tema della fotogrammetria all’indirizzo della segreteria (segreteria@asais-evuitalia.eu) così da poterle poi circolarizzare.
Ricordiamo a tutti gli iscritti alla newsletter di inviare nuovi argomenti di discussione alla Segreteria.

Un cordiale saluto

Il Direttivo

#formazionecontinua #formazioneprofessionale #distantimavicini

La fotogrammetria, come suggerisce lo stesso nome, è la metodologia di rilievo che permette di ottenere informazioni metriche tridimensionali di un oggetto/spazio a partire dall’analisi di fotogrammi o immagini digitali dello stesso acquisite da punti di vista differenti e note alcune misure.
Come i tanti strumenti o le diverse procedure che normalmente utilizziamo anche la fotogrammetria ha una serie di vantaggi e di svantaggi e i risultati ottenuti devono essere trattati adeguatamente nell’ambito della necessità e della precisione che il rilievo fotogrammetrico può offrire.
Certamente la “facilità” con cui si può procedere sui luoghi attraverso lo scatto di fotografie è la sua più spiccata peculiarità; non vi è necessità di bloccare il traffico, le immagini possono essere acquisite da un’unica persona e vi è la possibilità d’inserire nell’elaborazione anche le immagini acquisite dai verbalizzanti nell’immediatezza o da terze parti.
Di contro vi è la necessità di eseguire operazioni più articolate in fase di “post-produzione”1, nel senso che le informazioni ottenute dalle fotografie vengono trasformate in un insieme di punti, chiamati “nuvole”, che devono essere “rielaborati” per essere poi utilizzati in strumenti/programmi quali sono quelli di disegno o i simulatori; le operazioni di post-produzione richiedono macchine di elaborazione particolarmente performanti soprattutto a livello di CPU.
Come per tutti gli strumenti/tecniche di rilievo per ottenere una ricostruzione ambientale affidabile si deve padroneggiare la tecnica, quindi non si tratta solamente di scattare alcune foto “a sensazione” per poi procedere alla rielaborazione, anche i singoli scatti devono soggiacere a regole che ne consentono l’utilizzo.
Il punto focale, in ogni caso, è quanto sia valido questo strumento per la ricostruzione della meccanica di un sinistro stradale e quanto sia affidabile il risultato raggiunto; conoscerne i limiti, quindi l’utilizzo, consente di sapere quando è opportuno non utilizzarlo e/o integrarlo con altri strumenti di misura.
Un aspetto fondamentale che non deve mai essere dimenticato: la fotogrammetria fornisce una stima, se pur accurata, di ciò che abbiamo rilevato basata sugli algoritmi che il programma utilizza per sviluppare la nuvola di punti; in altre parole con la fotogrammetria non si misura nulla in “via diretta”. Ne consegue che più misure dirette operiamo sul campo, ad integrazione della fotogrammetria, più elementi di controllo disponiamo per verificare la bontà della ricostruzione dei luoghi.
Nel caso si abbia necessità di rappresentare l’ambito di un sinistro, la resa grafica è nella maggior parte dei casi ben più che sufficiente e consente, nel contempo, di poter valutare in modo puntuale quale possa essere l’influenza dell’arredo urbano, della segnaletica verticale e degli altri elementi presenti su luoghi, non da ultimo la possibilità di valutare il reciproco avvistamento.
Nel caso di un veicolo, invece, il fatto di avere una rappresentazione grafica tridimensionale coadiuva nell’identificazione dell’assetto all’urto e riduce il margine di errore nella stima delle deformazioni, se non altro perché fornisce una completa mappatura della sagoma.
Le modalità con cui si è operato anche in fase di ricostruzione attraverso la fotogrammetria devono sempre essere indicate all’interno delle relazioni, al pari delle procedure di verifica/confronto effettuate, si pensi ad esempio ad una sovrapposizione di una planimetria ottenuta con tecniche classiche rispetto ad una ricostruzione sviluppata con la fotogrammetria. Questo segue la necessità di rendere accessibile/comprensibile il modus operandi cosicché possa essere verificato a posteriori anche da soggetti terzi.
Quanto sviluppato con la fotogrammetria è sicuramente un prodotto accattivante e di immediata intellegibilità, soprattutto per un non tecnico, ma non sempre adeguato se non eseguito al meglio.
Questo breve scritto vuole essere un contributo che stimoli l’utilizzo di nuove tecniche/metodologie anche di rilievo (acquisizione dati) con l’ottica però che non venga delegata la ricerca di soluzioni/elementi senza che il ricostruttore ne abbia conoscenza potendo quindi valutare ed intervenire in caso di errore, comunque scegliendo la modalità operativa più appropriata prima dell’utilizzo.

Francesco Balzaretti
Segreteria ASAIS EVU Italia

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